A distanza, ma nei 22 metri. #restiamoaccanto

È un momento storico, per il mondo intero e, con esso, per la città di Benevento.
Uno di quei momenti che rompono in un lampo gli equilibri che sembravano ormai immutabili: la libertà di muoversi, la globalizzazione delle merci, il futuro degli Stati sociali. 


Il Regno Unito torna al darwinismo politico puro, mentre l’Europa sta rispondendo con la sua solita incertezza e precisa che non potrà intervenire sulle disuguaglianze finanziarie che il virus avrà generato nell’Eurozona.
L’Italia sta rispondendo con l’eroismo del suo Stato sociale di medici, infermieri, operatori parasanitari, amministrativi e associazioni di volontariato sanitario che stanno combattendo una battaglia impari per mezzi e tempi di intervento.
L’Italia sta agendo da corpo unito. Dopo i primi strafalcioni dovuti alle tante confusioni informative, l’Italia si è fermata, come giusto che sia, per far lavorare il suo sistema sociale senza essere di intralcio.


L’Italia compatta sta facendo la sua parte sospendendo gran parte del suo vitalismo economico, culturale, sociale, per garantire al nostro stato sanitario di dover far fronte a sempre meno casi di individui positivi. Con i sacrifici enormi – non quelli fin troppo osannati di chi resta a casa oggi – di coloro che hanno il terrore di restare a casa domani, quando tutto sarà finito mentre il loro posto di lavoro non sarà tornato, la loro saracinesca sarà troppo gravida di debiti per essere aperta, i loro mutui ritardati ma non cancellati di fronte al crollo economico che ha buttato in un mese la nostra economia più indietro della crisi del 2008 e per il momento da soli.
Di fronte a questo grande imprevisto della storia, la nostra piccola esperienza di civismo non si ferma, né si sospende, si reinventa.
#Civico22 apre una finestra sulla città.
Tutti uniti accanto alla nostra città, alle nostre istituzioni, ai nostri vigili urbani e alle tante persone impegnate per il funzionamento ordinario della nostra Benevento, dalle pulizie delle strade agli autobus urbani che viaggiano tristi e solitari nelle strade deserte.
Siamo accanto e non silenti, in questo momento storico in cui Benevento ha fatto immediatamente parlare di sé al mondo per il brio delle sue tammurriate sui balconi, organizzate spontaneamente dai cittadini per resistere al cattivo umore, offriamo il nostro sostegno fattivo per cercare insieme soluzioni concrete a chi oggi vive in una particolare condizione di disagio.
Parliamo insieme del domani: la Benevento che tornerà a vivere quando tutto sarà finito potrebbe essere migliore di quella che abbiamo lasciato prima dell’11 marzo, a partire da ciò che sapremo fare per tutti coloro che hanno avuto un crollo economico per i mesi mancati di produzione e lavoro.
Raccogliamo idee per rispondere ora a chi vive nella paura del dopo, dialoghiamo, sulla pagina di Civico22, inviteremo i nostri esperti a rispondere, ad interagire, a pensare con noi ad un welfare urbano ai tempi del Covid-19. Le nostre proposte, scritte da esperti e cittadini, saranno presentate all’amministrazione in forza perché se ne faccia interprete.
E mentre scriveremo le nostre proposte per il domani, penseremo a come agire “ora” e insieme alle tante famiglie che già prima dell’11 marzo non arrivavano a fine mese, alle persone con disabilità che devono poter uscire per necessità e salute, alle famiglie che vivono con un anziano con l’Alzheimer che non possono aspettare mesi dentro casa senza una risposta di welfare domiciliare che allevii le giornate, ai bambini in condizioni di indigenza che restano in case piccole e sovraffollate e che non godono di un Pc libero per le lezioni a distanza…sarebbe fantastico ad esempio se da questa sciagura nascesse e si cementasse una vera solidarietà all’interno dei condomìni e delle case sparse delle nostre contrade.
Quel cemento potrebbe essere nuovo capitale sociale, nato in tempi di guerra per vivere meglio e di più nella pace futura.  

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