Amici di pen(n)a – Chiediamo ai cittadini di Benevento a diventare “amici di pena e di penna” dei detenuti della casa Circondariale di Capodimonte.

In tempi di distanze sociali marcate per ragioni di “salute”, non possiamo non rivolgere come Civico22 un pensiero al mondo della Casa Circondariale di Benevento e alla sua umanità interiore: detenuti, polizia penitenziaria, educatori, personale amministrativo, direzione.

Tra il territorio e il carcere, tra la comunità del fuori e la comunità del “dentro”, c’è una distanza che la società civile potrebbe non sentire perché è abituata a non avvertirla come “distanza”. Eppure i primi drammatici effetti ai regimi di quarantena giustamente imposti dallo Stato hanno colpito soprattutto i detenuti, ai quali il virus ha aggiunto un’ulteriore pena: essere isolati anche dai familiari che potevano fare loro visita sei ore al mese.

Di fronte a questa “ingiustizia incolpevole”, diverse carceri italiane hanno vissuto momenti drammatici di rivolta e di violenza, perché questa nuova distanza si aggiunge ad altri grandi problemi di cui le istituzioni penitenziarie sono perfettamente consapevoli: sovraffollamento e mancanza di tutti gli opportuni spazi e tempi rieducativi e lavorativi.

Come Civico22 – nel ringraziare la Direzione e tutto il personale della Casa circondariale di Capodimonte per aver ben gestito questa fase così delicata di stress relazionale – abbiamo pensato di avviare una nuova iniziativa che riduca, per quanto possibile, le distanze tra territorio e detenuti.

Un progetto semplice di vicinanza che, se funzionerà, potrebbe continuare anche quando l’emergenza sarà finita e migliorare i legami di comunità del “dopo”.

Sollecitiamo, quindi, i cittadini di Benevento a diventare “amici di pena e di penna” dei detenuti della casa Circondariale di Capodimonte.

Come operiamo?

  • d’intesa con la Casa Circondariale di Benevento, vengono individuate persone ristrette che hanno interesse  a prendere parte a questa iniziativa;
  • ogni cittadino potrà scegliere due strade per partecipare a questa iniziativa:
    • “adottare” un detenuto come amico di pena e di penna, dare il proprio indirizzo di casa, ricevere una lettera e poi avviare una corrispondenza epistolare così come disciplinata dall’Ordinamento Penitenziario;
    • scrivere una email a Civico22 (laboratoriocivico22@gmail.com) con una lettera in allegato i cui sia definito bene il destinatario, detenuto, e il mittente. I volontari di Civico22 si impegneranno  a consegnare le lettere ogni settimana al Carcere.

A tutti coloro che lo chiederanno, Civico22 offrirà un supporto perché le lettere abbiano un chiaro indirizzo pedagogico (es. non cedere al vittimismo, evitare di parlare del reato e del processo, costruire una relazione positiva orientata al futuro che sappia ascoltare la storia del detenuto senza giudicare né giustificare).

La Casa Circondariale di Benevento ha apprezzato la nostra proposta e il Direttore Gianfranco Marcello ci ha rilasciato una dichiarazione di sostegno.

In questo difficile periodo il carcere, che già soffre per  una innaturale separazione dalla società, appare ancora più chiuso e distante. Ai detenuti sono negati anche i più elementari diritti come il contatto con la propria famiglia (anche se si sta cercando di alleviare l’angoscia con telefonate e videochiamate che però non possono certo sostituire del tutto l’incontro fisico). Certo nelle scorse settimane alcuni detenuti, non a Benevento, hanno tenuto un comportamento riprovevole, quando non del tutto criminale, mossi magari da paura o, a volte, purtroppo, da veri intenti delinquenziali; ma non per questo bisogna penalizzare tutti gli altri soprattutto in istituti come il nostro dove i ristretti si sono comportati, almeno per il momento, con diligenza e senso di responsabilità, accompagnati del resto dal personale tutto, sia di polizia che educativo, amministrativo, e contabile, che ancora una volta ha dimostrato eccezionali doti di professionalità ed impegno rendendo possibile la

gestione quasi normale dell’istituto e delle persone che ci sono affidate, anche in tempi di indubbia eccezionalità e tensione.

Per questo l’iniziativa di Civico22 assume un elevato significato sia simbolico che pratico: per il primo aspetto tende ad abbattere il muro, ancora più alto oggi, che circonda le persone che scontano una pena per quanto hanno commesso, dall’altro offre concretamente un modo per colmare le vuote giornate di quarantena, che in parte condividiamo tutti, con affetti e sentimenti tanto più preziosi in quanto provenienti da estranei.

In un primo momento saranno coinvolti alcuni detenuti e detenute per padiglione per poi estendere l’iniziativa a tutti quelli interessati.

Concludo ringraziando tutti i Cittadini che, specie in periodi come questi, non dimenticano di essere collettività invece che isole”.

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