Angelo Moretti – Relazione di apertura dell’Assemblea di CIVICO22 del 29 aprile 2021

Carissime e carissimi,

Amiche ed Amici di Civico22

Oggi un giornale online ha scritto che la città ha gli occhi puntati su di noi, su questa assemblea, ed è un onore ma anche una grande responsabilità che la città aspetti un chiaro segnale da noi stasera, da noi che non siamo un partito, da noi che due anni fa in molti casi non ci conoscevamo neanche e che oggi siamo invece una piccola e determinata comunità politica, nuova, su cui si convogliano aspettative ed attese, ma anche preoccupazioni e timori della nostra Benevento, e non solo.

Abbiamo la responsabilità di non sprecare questa assemblea, di lavorare uniti il più possibile, di ascoltarci con onestà e profondità, di decidere insieme quali domande porci prima ancora di stabilire quali risposte dare.  Stasera si terminerà l’assemblea infatti non con una votazione su ciò che vogliamo fare domani ma su quali delle diverse opzioni che abbiamo di fronte vogliamo porre nel nostro orizzonte possibile.

Termineremo l’assemblea deliberando sui quesiti che saranno poi oggetto di votazione nei prossimi giorni, il 2 ed il 3 maggio. Ed è in questo nostro dibattito aperto e trasparente che si racchiude il nostro valore, fino ad oggi possiamo dire a testa alta di essere un esperimento riuscito di democrazia deliberativa: ci riuniamo per decidere insieme che domande farci e poi risponderemo con le nostre maggioranze e le nostre minoranze interne, lo sottolineo di nuovo perché non è da tutti darsi questo metodo. Siamo circondati da forze politiche che hanno storie molte più mirabili e virtuose di Civico22 e che hanno tolto da un pezzo dalle loro agende politiche la democrazia deliberativa decentrata, di cui noi siamo espressione per la città.

Di cosa parliamo stasera? Parliamo delle scelte da fare da qui ad ottobre 2021 e da ottobre in poi, parliamo dell’identità e del futuro del nostro movimento, ma anche della nostra strategia e della nostra azione concreta. Siamo un civismo di lotta o di governo? Siamo un civismo dei rottamatori o dei costruttori?  Siamo uomini e donne del dialogo o della difesa della purezza dei principi e valori che ci ispirano? Andiamo soli o in coalizione in una competizione elettorale? Dalla complessità non potremmo sfuggire prendendo in consegna una sola di queste opzioni, dobbiamo avere il coraggio di affrontarle tutte e di avere un po’ di queste dimensioni dentro la nostra scelta di sintesi che faremo.

Da dove siamo partiti e dove siamo oggi.

Siamo partiti con 5 persone che si sono incontrate da settembre a dicembre 2019 per parlare di una nuova forza politica della città. Dal primo incontro di Angelo Moretti e Pasquale Basile, è avvenuto poi l’incontro di Angelo, Pasquale e Gabriella Giorgione, l’incontro con Pasquale Orlando ed Ettore Rossi. Siamo partiti dall’ascolto di due esperti della politica locale che ci hanno aperto alla conoscenza di informazioni importanti per la nostra città ed il nostro territorio, Fausto Pepe, Costantino Boffa, Francesco Caruso. Ci siamo andati a cercare testimoni nazionali del cambiamento sociale, economico, culturale, ecologico: Leonardo Becchetti, Stefano Zamagni, Giuseppe Marotta, Marianella Sclavi, Emmanuele Curti, Fabio Pascapè, l’esperienza dei Comitati Acqua Bene Comuni animati da padre Zanotelli. Con loro abbiamo svolto i nostri laboratori civici da dicembre 2019 a luglio 2020, nonostante la pandemia non abbiamo mai smesso di incontrarci, di interrogarci, di scrivere progetti per la città. Il 7 settembre 2020 abbiamo presentato le bozze dei nostri Position Paper all’Orto di Casa Betania in una serata straordinaria di ascolto e condivisione, che durò fino a sera inoltrata. Dal giorno dopo i vigili urbani non hanno mai smesso di frequentare l’Orto, fino a chiederne la chiusura a febbraio 2021, una chiusura arbitraria ed illegittima contro cui quella magnifica esperienza urbana sta ancora lottando tra avvocati e periti per poter riaprire proprio in questi giorni. A novembre abbiamo formalizzato la nascita dell’associazione Civico22 ed il 9 dicembre, al termine di due mesi di presentazione di 7 position paper finali, abbiamo svolto la nostra terza assemblea con la presentazione della mostra fotografica di Luca Daniele sulla città ferita. Anche in quel caso l’assemblea fu partecipata ed abbiamo lavorato per oltre 4 ore di fila discutere del nostro futuro. Il 9 gennaio ci fu la nostra quarta assemblea da cui discesero le consultazioni di voto in materia di alleanze e di candidatura. Per convocare i tavoli della coalizione abbiamo indicato con grande trasparenza alcune nostre priorità ed alcuni criteri, abbiamo anche precisato quali passi indietro avremmo potuto fare e potremmo ancora fare in futuro per stare in coalizione:

  • la costruzione di una coalizione alternativa all’attuale amministrazione comunale deve costituirsi sulla base della comune condivisione, da parte di forze civiche e politiche, di una visione di città inclusiva, verde e intelligente e non in semplice contrapposizione all’attuale amministrazione;
  • questo tipo di coalizione deve, però, esprimere un candidato Sindaco che sia concretamente rappresentativo di questa visione di città;
  • il nostro candidato Sindaco è Angelo Moretti;
  • laddove si riuscisse a condividere una proposta di governo sulla visione di una città inclusiva, verde e intelligente saremmo anche disponibili ad accogliere una diversa candidatura a sindaco, purché la persona individuata sia riconoscibile e affermata sul piano sociale e sia, però, una figura “nuova” nella scena politica beneventana.

A tre mesi da questa nostra dichiarazione pubblica, dobbiamo purtroppo constatare di essere stati ascoltati solo sul primo punto. Grazie al grande lavoro di tessitura e di dialogo di Pasquale Basile e di tutta la segreteria e del coordinamento, infatti, abbiamo ottenuto che le sigle riunitesi attorno ad una costituenda coalizione mettessero la stesura di un programma al centro di un percorso elettorale e non alla fine, come solitamente si usa fare quando la politica non intende dare importanza ai contenuti ma ai posti di comando. Il programma che ora è in bozza è certamente un buon punto di partenza, ancora molto generico e generale, ma che certamente contiene alcuni punti salienti: come la traiettoria dello sviluppo sostenibile, la ripubblicizzazione della gestione dell’acqua, le procedure per un nuovo welfare, i progetti di rigenerazione urbana, la mobilità lenta e sostenibile, le impostazioni di economia circolare e tanto altro che Civico22 ha potuto portare avanti nel suo cammino programmatico.

Già da metà marzo purtroppo la coalizione ha iniziato a muoversi nell’ottica di una “coazione” con un tentativo maldestro di imporre un candidato sindaco che non fosse il frutto di una vera ricerca unitaria dell’alleanza di centrosinistra, ma sulla base di  una valutazione sommaria del peso attrattivo che quella candidatura avesse potuto avere su alcuni soliti pacchetti elettorali della città di Benevento, quelli per cui la nostra città tende ad autoconservare la classe politica senza mai innovarla davvero.

Siamo governati da un sindaco che era parlamentare nel 1976 ed i nostri partiti di ogni colore sono retti da politici che detengono il potere a vario titolo da almeno trent’anni, i più giovani da venticinque, non di meno. Oggi il nostro principale e naturale alleato, il Pd, è letteralmente a brandelli, con un segretario, Carmine Valentino che dopo aver fatto cadere la giunta del PD del suo paese è di fatto un desasparecido del partito, dimissionario ma non dimesso, un PD diviso non si sa in quanti pezzi e correnti, tra i deluchiani, i decariani, essere democratici. Ciò che sappiamo del candidato sindaco che viene indicato nei corridoi è che non ha trovato nessuna unità nel PD, anzi sappiamo per certo che è più vero il contrario, che il PD non è unito attorno al nome ventilato di Perifano.

L’altro importante alleato della costituenda coalizione, il Movimento 5Stelle, ha definito la sua candidata, Annamaria Mollica, un “candidato di bandiera” ed ha espresso genericamente un “non veto” sul resto, ma non è dato sapere se la base del Movimento sia d’accordo con questa indicazione poiché non sono stati attivati gli strumenti di partecipazione che sono da sempre un brand del Movimento 5S. Gli altri movimenti civici sono di fatto divisi sul nome del candidato ufficioso, con PER ed i verdi che hanno espresso con chiarezza le loro perplessità. Gli unici endorsement chiari ed incontrovertibili alla candidatura di Perifano che superano la categoria della indiscrezione giornalistica sono stati sono stati fino ad oggi quelli dell’Onorevole Erminia Mazzoni e del socialista Claudio Mosè Principe, leader di Civici in Comune, che solo qualche anno fa era vicino prima alla lega e poi a Mastella ed oggi è nuovamente nel centrosinistra.

A queste condizioni il PD ci chiede per iscritto di stabilire un vincolo di coalizione, che evidentemente diventerebbe un vincolo di coazione, coazione a ripetere gli sbagli di sempre in una città con sempre meno bambini, meno alberi, meno biciclette e meno lavoro, in un mondo in cui la green economy, il welfare, l’economia circolare, la cura dei beni comuni e storicoculturali, avrebbe dovuto farci conoscere da tempo come una città del benvivere. Io a queste condizioni non penso che Civico22 debba firmare una delega in bianco a nessuno, penso che Civico22 debba fare ancora uno sforzo perché la coalizione sia davvero una alleanza e non una somma aritmetica di interessi e di voti.

Arrivo alle mie proposte per i quesiti di stasera:

Proponiamo le primarie di coalizione, chiediamo a tutti i nostri alleati di metterci la faccia come abbiamo fatto noi, apertamente, con coraggio e con trasparenza, organizziamo una bella campagna elettorale per il candidato della nostra coalizione in cui si possa scegliere con il coinvolgimento popolare e non solo del cd ceto politico il nome del candidato sindaco che rappresenta al meglio secondo i nostri elettori il programma che abbiamo scritto insieme, movimentiamo la città per delle primarie di popolo, quelle che caratterizzano il meglio dell’espressione del PD quando si muove da forza democratica vera e non da establishment precostituito. Teniamo unita la coalizione a tutto il centro sinistra esistente, non solo quello gradito all’establishment, purché sia alternativo a Mastella ed alla sua giunta.

Se le primarie non ci fossero concesse dai nostri alleati allora penso che sia il caso di ipotizzare strade diverse per Civico22, costruire un terzo polo di forze civiche che non si riconoscono nella coazione a ripetere, ci sono tante persone di buona volontà in questa città, siamo quarantamila elettori è davvero vergognoso che i nomi che si alternano alla guida della città siano più o meno sempre gli stessi. Ma chi dice di si a questa ipotesi non firma nessuna delega in cambio, servono almeno 96 candidati di Civico22 tra i nostri 150 iscritti, non basta dire sì, dobbiamo sentirci tutti convocati.

C’è sempre chi ci dice che siamo bravi ma che la rivoluzione gentile va fatta cinque anni dopo, che c’è bisogno di tempo, che le cose si fanno con lentezza…e di cinque anni in cinque anni Benevento muore come i nostri fiumi, i nostri alberi, le nostre piste ciclabili, le nostre fabbriche storiche. ..io non ho  nessuna velleità di dover fare il sindaco a tutti i costi, sia chiaro a tutte e tutti,  ma ho la velleità, l’ambizione, quella sì, che Benevento possa essere e fare di più nel mondo rispetto ad oggi e dobbiamo partire da oggi, da ottobre 2021, non dal 2026, da stasera, da noi. Possiamo farcela, ma dobbiamo volerlo.

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