“Una città a misura di bambino e famiglia”: il documento programmatico dei candidati Raffaele Arigliani e Antonella Casani

PREMESSA

Le dimensioni dell’infanzia, adolescenza, senescenza, disabilità, fragilità, rispetto della natura, singoli, famiglie, vanno guardate non come componenti isolate, da spezzettare in servizi che non dialogano, ma come aree interdipendenti, che esprimono bisogni da affrontare in rete, come comunità, mettendo al centro il dialogo reciproco e i valori della solidarietà, del rispetto profondo, dell’ecologia integrale, dell’integrazione. Le relazioni all’interno di una comunità sono il bene più prezioso, sulla cui crescita puntare: hanno il potere di trasformare il dis-agio in agio, per tutti.
In questa visione bisogna realizzare un passaggio di mentalità: dal welfare al welcome, avendo come riferimento la definizione di salute dell’OMS: “uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale” e non semplice assenza di malattia.
Investire nel ridurre la povertà, intervenire sul sostegno all’infanzia, all’adolescenza, alla fragilità, alla famiglia ha enormi ricadute positive in termini di costo/beneficio, permette crescita di quantità e qualità degli anni di vita, riduzione dei comportamenti antisociali, crescita dell’ “indice di felicità” (vedi parametri del benessere equo e sostenibile BES- dell’Istat).
Di seguito proveremo a dire cosa significhi in concreto questo shift dal welfare al welcome per l’infanzia e le famiglie di Benevento, trasformazione che riteniamo sia non solo eticamente doverosa e giusta, ma anche socialmente intelligente.

PERCORSI

Per favorire il processo di attivazione del welfare in concreti percorsi di welcome, in grado di trasformare Benevento in una città a misura di bambino e famiglia, abbiamo individuato alcuni passaggi prioritari

  1. Realizzare un Organismo di coordinamento per ripristinare una vera e fattiva concertazione tra Ambito Sociale/Asl/Scuola/Terzo Settore/Ospedale/Famiglia come previsto dalla legge 328/2000 e dalla legge 229/1999. Punterà a realizzare un piano infanzia/ adolescenza /senescenza /fragilità/ integrazione avendo come cardine la cura personalizzata, il budget di salute, i budget educativi, i finanziamenti del PNRR.  Il piano sarà accompagnato da strutturati e continui percorsi di ascolto delle comunità, del quartiere e dei singoli, prevedendo altresì per ogni azione una analisi dettagliata del denominatore di partenza e dei risultati attesi nelle diverse fasi progettuali.
  2. Spazi infanzia di quartiere: che si caratterizzino come spazi di ritrovo e socializzazione (con una offerta di incontri, laboratori attività, formative, ricreative, ludiche, percorso nascita, corsi di massaggio infantile e babywearing per neogenitori, primo soccorso, sicurezza, alimentazione, uso corretto dei dispositivi digitali, educazione emotiva , ecologia e tutela ambiente, ecc… ) 
  3. Tutte le azioni utili per favorire la didattica in presenza e in sicurezza: dialogo con i diversi attori (dirigenti, insegnati, medici, trasporti, ecc..), strategia di monitoraggio capillare, ricerca di alternative didattiche -quale didattica all’aperto, a piccoli gruppi, ecc…-. Puntare prioritariamente all’adeguamento delle scuole a standard alti di sicurezza e di luoghi che trasmettano armonia e bellezza. Programmare l’utilizzo a pieno regime ed in forma gratuita delle palestre scolastiche per garantire lo sport per tutti e in particolare ai minori in stato di povertà educativa ed economica
  4. Integrazione scuola-territorio: puntando ad una didattica olistica, sostenendo dirigenti ed insegnati su percorsi che rendano attuabile un apprendimento esperienziale della natura, dei luoghi, della cultura della città (stimolando ad aprire le mura delle scuole e frequentare orti di città, vicoli e piazze e monumenti, botteghe, attività produttive, partecipare ad attività culturali, creative, ecc….). Integrazione e coinvolgimento dell’Università nelle diverse occasioni della vita e della riorganizzazione della città.
  5. Bambini e famiglie: implementare l’accessibilità economica agli asili nido comunali, la nascita di nuovi micro-asili ed agrinido nei luoghi di lavoro, nelle contrade e nei quartieri. Prevedere percorsi di sostegno attivo alle genitorialità, specie se fragile o inesperta. Promuovere stili di vita salutari (dieta mediterranea tipica della nostra cultura, attività motoria) e contrasto alle dipendenze (fumo, alcool, droghe, gioco d’azzardo). Favorire il dialogo continuo ed operativo tra pediatri di famiglia, medici di medicina generale, ASL, ospedale, servizi sociali.
  6. Terza età e disabilità: Favorire il coinvolgimento diretto della popolazione anziana nel sostegno e nei processi educativi dei bambini e adolescenti. Favorire aggregazioni e momenti sociali e culturali per la terza età. Inserire la cura degli anziani non più autonomi, dei disabili, delle persone con malattia cronica e/o in fin di vita tra le priorità da incrementare con il coinvolgimento della rete comunitaria. Avere l’integrazione della disabilità nella vita sociale e il sostegno ai malati come bussola di riferimento di ogni azione.
  7. Città green: Incrementando le aree pedonali e ciclabili, realizzando percorsi di Pedibus e Bicibus per andare a scuola, piantando alberi e trasformando  i molti spazi possibili in spazi verdi attrezzati (ad esempio Spazi Megaparcheggio , Spazio incolto via Tiengo, Ex scuola media Sannio Via San Pasquale, Giardini “Alda Merini” Rione Ferrovia, Giardini “Piccinato” Viale Atlantici, Locali “Spina).
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